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Letteratura, scuola, società

Mese: Giugno 2020

La fede delle lettere. Intervista a Marc Fumaroli

[Ieri è morto Marc Fumaroli (10 giugno 1932 – 24 giugno 2020). Nel dicembre del 2005 tenne un ciclo di conferenze all’Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli e concesse a Marco Viscardi e me questa intervista, che uscì su “Napolipiù” il 23 dicembre. ]


“Molto oramai ti ho detto, come se tu fossi presente”, scrive Francesco Petrarca indirizzando a Omero una delle lettere Familiari. Le epistole rivolte agli antichi, apud superos, “dal mondo dei vivi”, come quelle spedite agli amici presenti, insieme ai trattati latini nei quali si delinea la figura dell’intellettuale solitario, lieto nella solitudine dell’intelligenza, creano la prima germinale immagine della “res pubblica litteraria”, della Repubblica delle Lettere. Un luogo dove dialogano – attraverso le parole, gli scritti, le opere – i vivi, i morti, coloro che verranno.

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Dante, l’Europa, le banche

[Tra un po’ uscirà la seconda edizione rivista del mio “Dante, nostro contemporaneo” (Castelvecchi). Pubblico qui una versione leggermente modificata di uno dei capitoli.]


1. Dante voleva un mondo di pace, un mondo come lo vuole la maggior parte di noi, ma a differenza di noi lo immaginava ordinato da un monarca dal potere assoluto. Il sogno politico del più grande poeta italiano non era non era forse troppo diverso da quello di chi oggi immagina di portare la pace con la forza in tutto il mondo; o da quello dell’Isis, che come il monarca dantesco ritiene di aver ricevuto il potere direttamente da Dio. Dante, per le sue prospettive imperiali, è totalmente distante agli occhi di chi, come la maggior parte dei moderni, vorrebbe un mondo libero, democratico ed egualitario.

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