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Letteratura, scuola, società

Autore: Marco Grimaldi

Un uomo con un messaggio. Sull’idea di poesia da Dante a Bob Dylan

[Tra un po’ uscirà la seconda edizione rivista del mio “Dante, nostro contemporaneo” (Castelvecchi). Pubblico qui una versione leggermente modificata di uno dei capitoli finali.]

1. L’idea di poesia è molto cambiata rispetto all’età di Dante. E in particolare è mutata la percezione del rapporto tra forma e contenuto. La nostra visione è generalmente molto simile a quella del premio Nobel per la Letteratura del 2016, Bob Dylan, che rifiuta sempre di rispondere a domande sul significato delle sue canzoni.

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Chi farà filologia romanza

1. La filologia romanza gode di buona salute. A parte le numerose ricerche individuali, chi sfoglia i programmi dei grandi convegni delle società internazionali ha l’impressione di discipline per le quali, tra i progetti di gruppo già realizzati e quelli in cantiere, non mancano né le energie né i finanziamenti. E i filologi romanzi sono di solito d’accordo su un punto: la risposta alla domanda “perché fare filologia romanza nel XXI secolo” è: “perché sì”.

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Dante e le donne. Contro gli studi di genere

1. In una delle scene migliori di Casino Royale, James Bond (Daniel Craig) incontra per la prima volta Vesper (Eva Green), il funzionario del governo britannico incaricato di consegnargli il denaro necessario per affrontare il nemico di turno, che significativamente si chiama Le Chiffre (‘La Cifra’). Vesper si siede all’improvviso davanti a Bond in treno e dice solo: «I’m the money» (‘Io sono i soldi’). La battuta è efficace perché tratteggia bene il personaggio e racchiude il senso del film: una donna chiusa nel suo ruolo di genere (la femme fatale), interamente dominata dal denaro (che cercherà di rubare per salvare l’uomo che ama, che non è Bond), un potere inarrestabile che è tutto in mano agli uomini, che siano buoni (Bond) o cattivi (Le Chiffre). Questo è Casino Royale. Ma a nessuno, credo, è venuto in mente di accusare gli sceneggiatori (o Ian Fleming) di non aver immaginato una donna meno bella e più intelligente, meno vittima e più libera. Nessuno, in altre parole, ha preteso che Vesper e Bond non fossero quello che dovevano essere. Per qualche strana ragione questo è invece ciò che accade spesso con Dante e con la letteratura medievale. 

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Come nasce la Storia. Su Francesco De Sanctis e la letteratura italiana

Qualche anno fa ho scritto un saggio per spiegare come e in che contesto nasceva la “Storia della letteratura italiana” di Francesco De Sanctis e perché fu un’opera rivoluzionaria. Il 25 aprile mi pare una buona occasione per tornare sull’argomento.

Come si racconta la storia della letteratura nell’epoca di Facebook e di Wikipedia? Se non si crede più nei concetti storiografici del Novecento, se la scuola non riesce a far sì che gli studenti si riconoscano nel processo storico che chiamiamo Risorgimento, nell’Unità d’Italia, nella Liberazione, che cosa resta del più grande classico della nostra critica letteraria, la Storia della letteratura italiana di De Sanctis?

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Il futuro di Dante

1. Tutti, prima o poi, ci siamo chiesti che cosa ci riserva il futuro. E tutti ricordiamo qualche canzone che parla del futuro. A me vengono in mente Leonard Cohen (The Future: «Give me crack and anal sex / Take the only tree that’s left / and stuff it up the hole / in your culture»), i Blur (The Universal: «This is the next century / Where the universal’s free / You can find it anywhere / Yes, the future has been sold»), i Baustelle (Il futuro: «Il futuro desertifica / la vita ipotetica») e Lucio Dalla, per Il motore del Duemila («Noi sappiamo tutto del motore / questo lucente motore del futuro / ma non riusciamo a disegnare il cuore / di quel giovane uomo del futuro») e soprattutto per Futura: «Dove sono le tue mani / aspettiamo che ritorni la luce / di sentire una voce / aspettiamo senza avere paura, domani».

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Gender, scuola e ideologia

Chi discute di ideologia dovrebbe farlo a partire dai significati correnti del termine. Non mi pare che sia andata così nel dibattito sul gender e il suo ruolo nella scuola.

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La letteratura migrante

Un buon esempio di rapporto problematico tra letteratura, realtà e ideologia è rappresentato dalla tradizione di studi su un settore molto particolare della letteratura italiana, la cosiddetta letteratura migrante, della migrazione o italofona, ossia il complesso degli scritti prodotti in italiano dagli immigrati (principalmente quelli di prima generazione).

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Le canzoni e la letteratura. Sul Nobel a Bob Dylan

Nel 2016 il Nobel per la Letteratura è stato assegnato a Bob Dylan. Per la prima volta il premio non andava a uno romanziere, a un poeta, a un drammaturgo, ma a un musicista, «for having created new poetic expressions within the great American song tradition» 1. Qualche giorno dopo, cercavo di spiegare perché il Nobel a Dylan è una rivoluzione. Quelle riflessioni – con una postilla – mi sembrano ancora valide.

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Notes:

  1. Questa è la motivazione dell’Accademia; cfr. https://www.nobelprize.org/prizes/literature/2016/dylan/facts/.

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